Chie-chan e io - Banana Yoshimoto

Chie-chan e io (Feltrinelli, 2008) è un romanzo breve della scrittrice Banana Yoshimoto, dal ritmo lesto ed intenso. Siamo in un mondo lieve, ma che non esclude emozioni e sensazioni forti che possono scaturire anche in una semplice vita familiare. Non è proprio una famiglia quella di Chie-chan con Kaori: sono cugine, ma sono sempre vissute distanti, incontrandosi solo qualche volta. Un giorno improvvisamente e senza una ragione logica, Chie-chan decide di vivere con la cugina. Nonostante Kaori sia una donna oramai matura con le sue esperienze e il suo mondo, accetta positivamente senza neppure pensarci (l’istinto ha una sua vita propria).
Le donne sono protagoniste dei racconti della Yoshimoto, le sue donne sono di tutti i tipi. Chie-chan e Kaori sono delle donne mature sui quarant’anni. Fra le cugine, il legame diventa immediatamente fortissimo. Chie-chan è una ragazza semplice: non le piace cambiare, esegue gesti comuni tutti i giorni, non ama uscire, veste sempre Benetton e parla poco. Nonostante l’ingenuità è amata e compresa. Kaori è tutta diversa: donna volitiva e arrivista, vuole vuole viaggiare in Italia, costruisce tutta la sua vita per i suoi viaggi a cui non vuole rinunciare. Due persone così diverse finiscono ad amarsi, evolvendosi grazie ai piccoli gesti di Chie-chan. E’ lei a dettare i nuovi ritmi, è lei a mantenere l’unità con la sua ingenuità. Ma sempre lei ha un segreto. Un segreto a tutti sconosciuto, fino a quando, in un crescendo parossistico, Kaori apprenderà. Dopo quella scoperta, tutto sarà chiaro, impossibile modificare quella vita banale ma ricca di sentimento. Osserviamo Chie-chan dal racconto in prima persona di Kaori e questo rende Chie-chan ancora più affascinante, perché le parole di Kaori sono la manifestazione di un profondo amore per la cugina. La sua vita sarebbe impossibile senza di lei e neppure l’incontro di un uomo ammaliante la libererà da quel sentimento.
Banana Yoshimoto ha rivoluzionato la scrittura giapponese. Nel suo linguaggio e nella sua cifra stilistica sempre sono presenti le tendenze fantastiche della cultura nipponica. La scrittrice è abile a dimostrare l’esatto contrario della sua storia, a portarci a vivere l’intensità di un’atmosfera irreale. Chie-chan forse non esiste oppure è l’altra faccia di Kaori – incapace di realizzarsi e prigioniera di se stessa. Fuse nel racconto sono, invece, un’unica perfetta persona realizzata e consapevole. Insieme cammineranno nel futuro.

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