A chi farà il primo passo - Jessica Busi e Roberto Tamborlani

di Redazione - 26-01-2012 

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«A chi farà il primo passo », edito nel 2011 dalla casa editrice LA RIFLESSIONE, è il primo romanzo di Jessica Busi, nata a Parma nel 1985 ma residente nel centro della Francia. Rincorrendo la passione di una vita, Jessica realizza un suo sogno con questo lavoro letterario. Roberto Tamborlani, grande amico di Jessica, musicista che ama scrivere, le ha fornito un aiuto indispensabile per rendere questo romanzo, scritto in Francese, una bella storia d’amore redatta in italiano.

L’autrice ci ha presentato personalmente il libro, rispondendo ad alcune domande.

  • Che genere di libro è «A chi farà il primo passo»?

«A chi farà il primo passo» è un romanzo d’amore degno del ventunesimo secolo. Un libro che assomiglia a tutti i libri d’amore e nel quale i sentimenti provati da Jessica, la protagonista, sono quelli che tutti noi abbiamo già provato nella vita. Un libro corto che si legge tutto d’un fiato e che va dritto all’obiettivo: l’amore.

  • Dove è ambientato il libro?

Le vicende si snodano tra Parigi, un’isola tropicale nell’oceano Indiano, la cittadina di Vichy nel centro della Francia e un piccolo paradiso nell’Appennino parmense. Jessica si innamora di Florian, trasformando così in esilio punitivo la sua decisione di andare a vivere sull’isola di Réunion, mentre lui non sa ciò che vuole e sopratutto non intende imbarcarsi in relazioni serie. Si ritrovano, ma qualche mese dopo lui deve trasferirsi in una città nell’ovest della Francia per studiare.

  • I protagonisti sono due persone che si incontrano nei momenti sbagliati?

Si, ma non solo. Due persone che si ritrovano sulla via dei sentimenti senza avere le stesse voglie, senza andare totalmente nelle stesse direzioni. Tra disillusioni, dubbi, angosce, risate, gioie, distanze… Jessica e Florian trovano anche il coraggio di affrontare i drammi della vita. Una coppia che non lo è, un quotidiano tanto banale ma talvolta tanto unico.

  • Sappiamo che non vuoi svelarlo, ma puoi darci qualche indizio per il finale?

La fine si spiega con questa frase di Winston Churchill: «Non è la fine, non è neanche l’inizio della fine, ma forse è la fine dell’inizio».

  • Cosa rappresenta l’immagine di copertina del libro?

L’immagine della copertina traduce esattamente i sentimenti esposti nel libro. Si vedono queste due mani che chiaramente appartengono a un ragazzo e una ragazza e che sono unite, ma solo con il mignolo perché si amano… ma nel modo scanzonato e disincantato dei giovani… nonostante i drammi. Il colore rosso è stato scelto perché simboleggia l’amore, quello che è presente dall’inizio alla fine del romanzo… unilateralmente… ma forse anche un po’ reciprocamente.

  • Se dovessi definire il tuo libro, come lo faresti?

Un libro da leggere in apnea per distrarsi solo al pensiero che in fondo non siamo i soli a vivere certi stati d’animo.

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