1Q84 - Murakami Haruki

Libro 1 e 2 Aprile - Settembre
Aomame, giovane donna determinata e indipendente, lavora come trainer e fisioterapista, ma solo in apparenza; in realtà è un’assassina di professione, con una particolarità, però, molto "etica": uccide solo uomini crudeli, che abbiano provocato alle donne enormi sofferenze e che siano intenzionati a provocarne ancora. In pratica, Aomame è una sorta di moderno "angelo della giustizia" datato 1984. Tengo, invece, è un insegnante in una scuola preparatoria, scrittore dilettante e collaboratore di una casa editrice. Con Aomame condivide i rapporti ormai nulli con la famiglia d’origine e forse più cose di quante i due possano intuire, malgrado in apparenza non abbiano contatti l’uno con l’altra. Ma, se affrontate la lettura di questo romanzo in bilico fra l’estrema verosimilità e la fantasia più sfrenata, dovrete accantonare del tutto le apparenze e la logica e ricordare le parole pronunciate all’inizio dal tassista:
"Le cose sono diverse da come appaiono, ma la realtà è sempre una sola"...
E’ in un taxi, infatti, che inizia lo strano cammino di Aomame, bloccata nel traffico proprio poco prima di un appuntamento con una delle sue vittime. Su consiglio del tassista, imbocca una scala antincendio, che apparentemente la porta solo fuori dalla tangenziale; ma quasi subito inizia a notare strani segni, quasi impercettibili differenze dal mondo che conosceva. Inizialmente si tratta solo delle divise dei poliziotti, poi di fatti eclatanti accaduti qualche anno prima e di cui lei, stranamente, non ha memoria; infine, alzando gli occhi al cielo, Aomame non crede ai propri occhi che le rimandano la chiara immagine di due lune, di cui una piccola, piuttosto sgraziata e verde. Dove si trova Aomame? E’ una dimensione parallela? E come ha potuto effettuare il passaggio dal 1984 a questa nuova situazione temporale, che battezza 1Q84, senza minimamente accorgersene? Nel frattempo Tengo viene incaricato dall’editore di riscrivere il romanzo di Fukaeri, una strana ed enigmatica diciassettenne, che ha scritto una storia coinvolgente e affascinante, ma totalmente priva di stile e perfino di sintassi. Il ruolo di "ghost writer" non convince Tengo, che vorrebbe rifiutare, ma la prima lettura del libro, "La crisalide d’aria", lo avvolge letteralmente, tanto da provocargli il bisogno di riscriverlo. Accettando questo incarico, Tengo non viene solo coinvolto in una situazione potenzialmente pericolosa dal punto di vista editoriale, ma anche in un qualcosa di misterioso che lo mette sempre di più con le spalle al muro. Tengo non è persona da farsi prendere dal panico, e neppure Fukaeri lo incoraggia in questo senso, ma la storia della setta religiosa Sakigake e degli inquietanti e misteriosi "Little people" si insinua sempre di più nella sua realtà personale, facendogli sfiorare i rischi reali che sussistono non solo per lui, ma per i suoi cari e forse per tutta l’umanità.
"1Q84", ultimo romanzo di Murakami Haruki, sfugge alla maggior parte delle classificazioni. Malgrado la chiara analogia con Orwell e il suo "1984" non si può definire distopico, né verosimile, né si può parlare di vera e propria fantascienza. Inquietante con leggerezza e dolcezza, trascina il lettore come un fiume in piena dalla prima all’ultima pagina, con tensione ma anche con poesia, con una scrittura semplice ma appassionante, con colori velati e sfumati ma che subito dopo prendono tinte violente. Il finale lascia molto in sospeso: il libro 3 uscirà il prossimo anno. Lo attendiamo.

IBS
BOL
La Feltrinelli
Webster













4 Commenti all'articolo
VERGOGNA ad Einaudi per non pubblicare l’opera in un solo volume. E per di più non avvertire il lettore che il volume è incompleto. La più becera cultura da soap opera televisiva fa breccia anche nella letteratura. Siamo messi molto molto male.
Ho scoperto Murakami da poco e ne sono rimasto affascinato. Il pensiero che mi viene alla mente è che dopo questo libro farò fatica ad entusiasmarmi per un altro romanzo.
Al momento ho letto Dance, Dance, Dance e L’uccello che girava le viti del mondo. Mi sembra di aver capito che tutti siete in attesa del 3° libro. Quindi 1Q84 sarebbe il 2°. Qual’è il primo?
Grazie
Buongiorno Gabriellino, questo volume rappresenta i libri 1 e 2, raccolti entrambi nello stesso tomo.
Cordialmente
Cristina
«Le cose non sono ciò che sembrano». È questo il leit motiv che percorre tutto il romanzo, proprio come un fiume straripante in cerca di un corpo idrico recettore in cui sfociare. La trama si dipana in modo inintelligibile, divenendo sempre più fitta e i misteri si intricano e non vengono quasi mai svelati. Murakami ipnotizza le pupille del lettore, che in balia del suo incantesimo, si ritrova a leggere il libro in modo indefesso, quasi tutto d’un fiato se si potesse.
1Q84 è un romanzo onirico, surreale, avvincente, suggestivo, catalizzante, ipnotico, polifonico, sobrio ed essenziale nella scrittura, che si presta a molteplici interpretazioni, forse proprio perché ognuno di noi ne può avere realmente una propria individuale percezione. Un lungo viaggio nei meandri delle anime dei personaggi che sembrano vivere di luce propria, nel loro nostalgico e malinconico sguardo retrospettivo, nella condivisione di un malessere, nell’amore incondizionato sbocciato da un incontro puramente casuale, nella sottile scissione tra il bene e il male e nella via di fuga da una realtà che toglie spontaneità, svilisce e annichilisce ineluttabilmente l’individualità.
Le pagine di 1Q84 appaiono come spettacoli di illusionismo, in cui il mago Murakami si diverte con toni leggeri e profondi a mettere a nudo la natura dei suoi personaggi e come un abile burattinaio ne muove i fili, dando forma a quanto di più umano e reale si possa supporre in esseri inanimati che albergano tra le righe di un libro. Le due lune che si stagliano nell’oscurità della notte sono l’emblema inequivocabile della metamorfosi, del giro di boa che prima o poi ci si aspetta di sperimentare nella vita, dei due mondi paralleli in cui vivono i personaggi, alla ricerca del tempo perduto e dell’antidoto che possa neutralizzare il veleno delle ferite passate. Non la madeleine proustiana, in questo caso, ma una sinfonia melodica, un’immagine indelebile involata alla vita da uno sguardo innocente e custodita nelle segrete degli occhi dell’anima, traumi subiti in modo efferato, il senso intimo della vergogna, un gesto apparentemente semplice ma ricolmo di totale significanza emotiva. La crisalide d’aria è in ogni dove e in ogni quando, proprio come l’ombra che ci portiamo dietro e di cui è impossibile disfarsi, se non quando si è immersi nel buio più totale. E’ così che si realizza l’analisi interiore di questi personaggi, difficili da definire in modo assoluto. Ognuno col carico dei propri ricordi, umanizzato dai dolori e dalle paure, dai dubbi e dalle aspettative.
C’è il romanzo nel romanzo in 1Q84 e tutto rievoca qualcosa, in una dimensione spazio-temporale che si ridisegna continuamente, senza soluzione di continuità. Il passato si veste di futuro e il presente, che profuma di sogno, ci conduce lungo percorsi onirici di agghiacciante realismo, mostrandoci come il confine che lo separa da passato e futuro sia estremamente labile e facilmente valicabile. Con la dovizia di particolari e l’armoniosa ridondanza stilistica di Murakami, ci si ritrova senza accorgersene come incastrati tra le righe, rapiti dalle pagine, vicini più che mai ai personaggi che animano il romanzo. Il lettore risulta risucchiato nelle vicende, fagocitato dai loro dialoghi e dai loro silenzi. Viene catapultato nella trama. Quasi ne viene a far parte, grazie alle capacità osmotiche ed empatiche che l’autore riesce a stabilire sin da subito con il lettore. Si ha come l’impressione di avere un ruolo nella storia, di essere uno dei personaggi, di sentirli davvero parlare, di vederli camminare e mangiare, di ascoltarne la voce silenziosa dell’inconscio. C’è magia ovunque nel libro perché in fondo c’è magia ovunque anche al di fuori del libro. E’ come un cerchio destinato a richiudersi nel punto esatto in cui si è aperto. Una forza centripeta che riporta convulsamente tutto al centro, che rimette tutto in discussione, che apre un varco nella speranza, in attesa del catartico appagamento di un sogno.
Stilisticamente avrei forse tradotto in modo diverso alcuni termini essenziali, cambiando in alcuni punti la resa in italiano, e avrei anche apportato una modifica stilistica in un punto della narrazione, nella parte finale, che segna un momento risolutivo e commovente tra uno dei due protagonisti e il padre. Tuttavia, è una questione del tutto soggettiva la mia. E pur non prediligendo i romanzi prolissi e non avendo apprezzato a pieno la traduzione italiana, 1Q84 risulta fruibile, a tratti forse un po’ ridondante, ma la lettura scorre veloce tra i capitoli, con la sensazione di essere cullati dolcemente dalle sue faconde e flessuose parole.